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Decreto correttivo Codice Terzo settore. Fiaschi: «La priorità è la proroga per le modifiche degli statuti»

Data di pubblicazione: 30/07/2018


Inizia la settimana della dead line prevista per l'approvazione del decreto correttivo sul Codice del Terzo Settore. Il Governo ha ricevuto i pareri da Camera e Senato e deve decidere cosa fare. Per la portavoce del Forum del Terzo Settore, «l'optimus sarebbe l'approvazione entro il 2 agosto. In ogni caso sugli statuti serve più tempo. Così come sono le cose si danno obblighi al terzo settore senza strumenti per rispettarli»

È iniziato il countdown Entro giovedì 2 agosto infatti deve essere approvato il decreto correttivo sul Codice del Terzo settore. In alternativa dovrà essere varato un ddl con una proroga di quattro mesi. A chiedere a gran voce l'approvazione del decreto il mondo delle organizzazioni del Terzo settore attraverso il Forum del Terzo settore. Abbiamo chiesto di fare un punto sulla situazione alla portavoce, Claudia Fiaschi.


Voi avete a più riprese chiesto di rispettare i termini previsti e approvare il decreto correttivo...
Sì, la nostra posizione è che è indispensabile uscire da questa lunga fase di incertezza con una normativa certa. Incertezza che oggi è sia normativa che fiscale e che non aiuta a prendere le decisione soprattutto per quanto riguarda le modifiche statutarie che senza decreto e proroghe dovranno essere fatte entro il prossimo febbraio.

Anche se vi fosse l'approvazione del Decreto il lavoro non sarebbe finito?
Certo, rimangano alcuni provvedimenti fermi come l'art. 6 della 117 sulla definizione delle attività secondarie. Per decidere il vestito statutario di un ente bisogna capire le normative, come sono definite le attività e che trattamento fiscale hanno. Ad oggi questa cornice non c'è.

Dunque sul tavolo ci sono da una parte il Decreto correttivo e dall'altra la proroga sul termine per le modifiche degli statuti. La cosa migliore per voi sarebbe ottenere entrambe?
Entrambe le cose sono dirimenti. E rischiano di arrivare in tempi che non aiutano i bisogni delle organizzazioni di Terzo settore. L'optimus sarebbe certamente avere l'approvazione del decreto correttivo entro i termini il quale proroghi i tempi per le modifiche degli statuti.

E nel caso invece non si vada all'approvazione ma invece verso una proroga?
Sarebbe un vero peccato. Ma a quel punto la priorità sarebbe comunque quella di prorogare i tempi per permettere alle organizzazioni di fare tutte le valutazioni e operare scelte consapevoli sugli statuti. Quindi in quel caso chiederemo una proroga sul tema statuti entro il 31 agosto. Bisogna capire che così come sono le cose si mettono vincoli alle organizzazioni di terzo settore senza dare gli strumenti per rispettarli.

Fonte: VITA.it


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