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Resoconto del convegno "Quale identità e ruolo per il volontariato".

Data di pubblicazione: 06/10/2004

Il convegno, organizzato dalla Consulta Volontariato presso il Forum Permanente del Terzo Settore, si è tenuto lo scorso 11 settembre.

Si è tenuto l'11 settembre 2004 a Roma il Convegno "Quale identità e ruolo per il futuro del
volontariato"
, organizzato dalla Consulta Volontariato presso il Forum Permanente del Terzo Settore, in collaborazione con Cesiav, CNV, Associazioni ONG Italiane, Convol, CSV.net, Fivol e Fondazione Zancan. 

Il terzo settore è in continua crescita, gli occupati nel non profit sono passati da 277.896 a 488.523 tra il 1991 e il 2001, con un incremento del 75,8%; il 93,0% di questi enti non profit sono costituiti da associazioni con 3.100.000 volontari. Se poi guardiamo all'indagine biennale, sempre dell'Istat, sulle organizzazioni di volontariato iscritte ai registri regionali del volontariato, constatiamo che nel 2001 esse impiegavano 11.967 dipendenti e 695.334 volontari.
Rispetto al 1995, i dipendenti crescono del 77,9% (erano 6.725), i volontari del 44,3% (erano 481.981), mentre le organizzazioni di volontariato rispetto alla prima rilevazione, riferita al 1995, passano da 8.343 unità a 18.293 (+119,3%).
In questo quadro occorre porre attenzione alle caratteristiche del volontariato oggi in Italia:
- crescita delle organizzazioni e delle attività: dal 1999 al 2003 le odv crescono del 21,4%, le risorse utilizzate crescono del 26%; i volontari nelle odv crescono del 3,6%;
- organizzazioni più giovani: delle odv attuali metà sono nate nell’ultimo decennio (1990-2001) e il 22% è nata nel decennio precedente (1980-1990) il restante circa 25% è nato prima del 1980;
- scarsa rilevanza delle risorse economiche: mediamente un'odv ha come entrate annuali 66.000 euro, ma se andiamo a ben vedere il 30% ha entrate per meno di 5.000 euro, il 16% tra 5.000 e 10.000, e comunque solo il 54% ha più di 10.000 euro di entrate annuali;
- le odv sono sempre più piccole: il 54% delle odv ha meno di 20 volontari e di queste la metà meno di 10. Solo il 12,9% ha più di 60 volontari (nel 1995 era quasi il 20%). La classe che cresce sistematicamente nel tempo è quella con meno di 10 volontari: dal 18% del 1995 al 26% del 2001.
Per quanto riguarda il ruolo del volontariato oggi e nei prossimi anni, esso deve ritrovare una propria capacità di intraprendere iniziative unitarie per incidere sulle politiche sociali nazionali, anche con maggiori ambizioni del passato,
per dire la sua su significativi temi come le leggi finanziarie, l'istruzione, i piani
nazionali della salute e sociali, la pace e la cooperazione internazionale, l'immigrazione,
l'ambientali e lo sviluppo sostenibile.

Alleghiamo i documenti del convegno e gli interventi dei relatori:
- Materiali di documentazione - Seminario 11 settembre 2004 "QUALE IDENTITÀ E RUOLO PER IL FUTURO DEL VOLONTARIATO"
- "L’IMPEGNO DELLA CARITAS ITALIANA PER LA PROMOZIONE DEL
VOLONTARIATO"
, a cura di don Giancarlo Perego, Resp. Area Nazionale Caritas Italiana
- "Le organizzazioni di volontariato in
Italia"
, Istat, Anno 2001.

Per ulteriori informazioni:
- Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato – CSV.net, Corso Italia 9,
20122 Milano, tel. 02. 45475850 – fax 02. 45475458, e-mail: segreteria@centriserviziovolontariato.it
- www.ciessevi.org


Fonte:

Redazione Nonprofitonline




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