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13/06/2017 - Il sociale delle piattaforme: il futuro del Terzo Settore è nei dati


Il settore non profit può essere «un motore fondamentale per comprendere i bisogni sociali e costruire una migliore convivenza civile». Ce lo spiega Mara Moioli, fondatrice e ceo, con Giulia Frangione, di Italia non profit, start-up a vocazione sociale che sta innovando - parecchio - il rapporto fra terzo settore, trasparenza e data analysis

Start up innovativa a vocazione sociale, Italia non profit è, tecnicamente, una società benefit. Che cosa significa?«Significa che, oltre a obiettivi economici, perseguiamo un beneficio comune». A spiegarcelo è Mara Moioli, con Giulia Frangione fondatrice di Italia non profit. Ogni anno, precisa, «dobbiamo produrre un rendiconto che misura il nostro impatto sociale e il modo in cui contribuiamo al benessere collettivo».

Fare il punto
Sono passati alcuni mesi dal lancio della vostra start up. Come sta andando?
Molto bene, siamo davvero entusiasti della risposta e dei riscontri avuti dalla piattaforma. Intorno ad Italia non profit si è creata una ampia community attenta e attiva, che ci sollecita a continuare nel lavoro di coinvolgimento e divulgazione rispetto ai temi del Terzo settore; si sono intensificate le collaborazioni con altri stakeholder su progetti nuovi, e abbiamo appena superato le 400 organizzazioni presenti nel database.

Le richieste da chi arrivano?
In questi mesi sono arrivate numerose richieste di collaborazione da una pluralità di soggetti fra cui fondazioni, aziende e centri di ricerca, accomunati dall’interesse e dalla necessità di informazioni qualificate sul Settore. Questo è uno stimolo per rendere la piattaforma sempre più adeguata alle necessità di tutti. Le richieste di iscrizione al portale arrivano da tutte le organizzazioni: su Italia non profit si registrano sia enti grandi e strutturati, con una raccolta fondi di dimensioni consistenti, sia enti di dimensioni ridotte, che con piccoli organici e risorse scarse sono attivissimi sui territori, sia enti giovani, molti quelli costituiti da pochi anni, attenti alla dimensione digitale! Si registrano da tutta Italia, da ogni tipo di causa sociale, e da enti con differenti forme giuridiche (associazioni, comitati, fondazioni, coop. sociali, etc..) e qualifiche fiscali.
Questo ci conferma che la direzione presa è quella giusta, che il privato sociale e non solo, partecipa attivamente a questi luoghi di confronto, di narrazione e scambio coi cittadini. Le piattaforme sono strumenti portentosi in questo senso, creano opportunità, esternalità positive!

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