Salute, quella mentale preoccupa i cittadini di 31 paesi  

Il comparto della sanità è promosso, con qualche riserva, in 31 paesi del mondo. Il 44% degli intervistati ritiene che la qualità dell’assistenza sanitaria sia complessivamente buona. Tuttavia, emergono sfide significative, come l’accesso alle cure e la carenza di personale. Questi ostacoli sono considerati problemi strutturali di notevole importanza.

La pandemia ha messo in luce alcune di queste criticità, portando a una rivalutazione generale dei sistemi sanitari nel mondo. Lo rivela l’Ipsos Health Service Report.

L’impatto della pandemia sulla salute mentale

Anche se il Covid-19 è una malattia principalmente respiratoria, il suo impatto più significativo potrebbe essere legato alla salute mentale. Negli ultimi anni, c’è stato un cambiamento radicale nella percezione di questo tema.
Nel 2018, solo il 27% delle persone considerava la salute mentale una delle principali problematiche sanitarie, collocandola al terzo posto. Oggi, questa percentuale è salita al 45%, rendendola la preoccupazione principale in 31 paesi.

Inoltre, lo stress è salito al terzo posto tra i problemi di salute, con il 31% delle persone che lo segnala come una delle maggiori sfide.

Differenze di percezione in base alla nazionalità e al genere 

Esistono notevoli differenze di atteggiamenti verso la salute mentale tra i vari paesi e tra i generi. In quasi tutti i paesi, ad eccezione di India e Thailandia, le donne sono più inclini a considerare la salute mentale come una preoccupazione importante. Il divario si amplia ulteriormente tra i giovani: il 55% delle donne della Generazione Z mette la salute mentale tra i principali problemi, contro il 37% degli uomini della stessa fascia d’età.

Nella generazione dei Baby Boomers, invece, il divario di genere è minimo, con il 27% delle donne e il 26% degli uomini che considerano la salute mentale come una delle loro preoccupazioni principali.

I timori dei Baby Boomers

Nonostante la crescente preoccupazione per la salute mentale, per i Baby Boomers il cancro rimane la principale minaccia. Il 46% degli intervistati di questa generazione lo considera il problema di salute più rilevante, con una leggera prevalenza tra le donne (48%) rispetto agli uomini (44%).

Questa percezione è rafforzata anche dal calo degli screening durante la pandemia, che ha reso cruciale una maggiore consapevolezza del rischio di contrarre malattie gravi come il cancro.

Soddisfazione per i sistemi sanitari

Nonostante le sfide, il 44% delle persone intervistate in 31 paesi continua a giudicare positivamente la qualità del proprio sistema sanitario. Tuttavia, questo dato, che aveva raggiunto il 53% durante il picco della pandemia nel 2021, è ora tornato ai livelli pre-pandemici.