Il Rapporto sullo Sviluppo Umano 2025 (HDR 2025), una pubblicazione annuale del Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP), mostra che le disuguaglianze tra Paesi ricchi e poveri sono aumentate per il quarto anno consecutivo.
Per diversi decenni, gli indicatori di sviluppo umano hanno mostrato una curva costante e crescente, e i ricercatori delle Nazioni Unite hanno previsto che entro il 2030 la popolazione mondiale avrebbe goduto di un elevato livello di sviluppo.
Queste speranze si sono infrante negli ultimi anni, in seguito a un periodo di crisi eccezionali, tra cui la pandemia COVID-19. I progressi si sono quindi arrestati in tutte le regioni del mondo. Ma l’Intelligenza artificiale, se usata nel modo giusto, potrebbe essere un potente strumento per migliorare milioni di vite.
Una “minaccia molto concreta” al progresso
Le pressioni globali, come le crescenti tensioni commerciali e l’aggravarsi della crisi del debito che limita la capacità dei governi di investire nei servizi pubblici, stanno restringendo i tradizionali percorsi di sviluppo.
Nonostante gli indicatori cupi, il rapporto è ottimista sul potenziale dell’AI, notando il ritmo incalzante con cui gli strumenti gratuiti o a basso costo sono stati abbracciati da aziende e individui.
I ricercatori dell’UNDP hanno condotto un sondaggio per valutare le opinioni sull’AI e hanno scoperto che circa il 60% degli intervistati si aspetta dalla tecnologia un impatto positivo sul proprio lavoro e crei nuove opportunità.
Particolarmente entusiasti coloro che vivono in zone a basso e medio livello di sviluppo, dove il 70% si aspetta che l’AI aumenti la propria produttività e due terzi prevedono di utilizzarla nell’istruzione, nella sanità o nel lavoro entro il prossimo anno.
Un ponte verso nuove conoscenze, competenze, idee
Gli autori del rapporto includono raccomandazioni di azione per assicurarsi che l’AI sia vantaggiosa, tra cui la modernizzazione dei sistemi educativi e sanitari per soddisfare adeguatamente le esigenze odierne (costruzione di un’economia incentrata sulla collaborazione umana con l’AI piuttosto che sulla competizione) e porre gli esseri umani al centro dello sviluppo dell’AI, dalla progettazione all’implementazione.
“Le scelte che faremo nei prossimi anni definiranno l’eredità di questa transizione tecnologica per lo sviluppo umano – dichiara Pedro Conceição, direttore dell’Ufficio rapporti sullo sviluppo umano dell’UNDP -. Con le giuste politiche e l’attenzione alle persone, l’AI può essere un ponte verso nuove conoscenze, competenze e idee”.
Un riflesso e un amplificatore della società
In definitiva, l’impatto dell’AI è difficile da prevedere. Piuttosto che una forza autonoma, è un riflesso e un amplificatore di valori e disuguaglianze delle società che la plasmano.
Per evitare una ‘delusione per lo sviluppo’, l’UNDP esorta a rafforzare la cooperazione globale sulla governance dell’AI, ad allineare l’innovazione privata agli obiettivi pubblici e a rinnovare l’impegno per la dignità umana, l’equità e la sostenibilità.
“L’HDR 2025 non è un rapporto sulla tecnologia – afferma Achim Steiner, amministratore dell’UNDP -. È un rapporto sulle persone e sulla nostra capacità di reinventarci di fronte a un profondo cambiamento”.