Housing Sociale a Milano: cresce la domanda, ma l’offerta resta inadeguata

A Milano l’offerta di alloggi a prezzi accessibili non riesce a soddisfare la crescente domanda abitativa. Questa è la conclusione di una serie di ricerche condotte da istituti di rilievo come Cresme, Politecnico di Milano, Nomisma, Bocconi, EvaLab e Avanzi. I risultati sono stati presentati da Fondazione Housing Sociale durante l’evento per il suo ventesimo anniversario, alla presenza di rappresentanti istituzionali.

L’obiettivo dell’indagine è stato quello di analizzare lo stato attuale e le prospettive di sviluppo dell’housing sociale in Italia, focalizzandosi su Milano come caso emblematico.

Alloggi sotto la Madonnina: numeri e criticità

Attualmente, a Milano sono disponibili 16.681 alloggi in affitto a canoni calmierati, prevalentemente gestiti da fondi e cooperative. Negli ultimi dieci anni sono stati realizzati 4.000 alloggi in vendita convenzionata e 3.551 in affitto, di cui il 10% riservato a soggetti fragili, grazie al sostegno del terzo settore. Tuttavia, le risorse impiegate non risultano ancora sufficienti a coprire il fabbisogno abitativo. Una ricerca di Nomisma evidenzia come circa il 25% delle famiglie milanesi abbia un reddito mensile compreso tra 1.600 e 2.700 euro, un segmento che fatica a trovare soluzioni abitative adeguate.

La distribuzione geografica dei progetti di housing

L’analisi ha messo in luce una forte concentrazione di progetti di social housing nelle regioni del Nord e del Centro Italia. In particolare, il 29,8% dei progetti si trova in Lombardia e il 20,2% in Toscana. Seguono Emilia-Romagna (18,1%), Piemonte (12,8%) e Veneto (9,6%). Più del 70% delle iniziative è localizzato nei capoluoghi, a testimonianza del fatto che la domanda abitativa è più forte nelle aree urbane maggiormente sviluppate.

Tuttavia, la ricerca sottolinea che molti alloggi destinati al terzo settore sono frammentati in piccoli blocchi, il che rende complessa la loro gestione e individuazione.

Strategie per rafforzare il sistema abitativo

Un elemento cruciale per il futuro dell’housing sociale, riporta Adnkronos, è l’accesso ai capitali. Questi progetti richiedono investimenti a lungo termine, con orizzonti temporali di almeno 30 anni, tassi agevolati e un forte orientamento all’impatto sociale.

L’indagine dell’Università Bocconi suggerisce la creazione di un fondo nazionale di garanzia, ispirato ai modelli francese e olandese, per facilitare la collaborazione tra pubblico e privato.

Un futuro orientato all’inclusione

Dal 2004, Fondazione Housing Sociale, insieme a Fondazione Cariplo, ha promosso lo sviluppo di progetti abitativi inclusivi. L’obiettivo è offrire soluzioni su misura per giovani coppie, anziani, studenti e migranti, garantendo alloggi accessibili e servizi di supporto per le fasce più vulnerabili.