La coesione migliora il legame e il radicamento nelle comunità e nei territori, accresce il senso di appartenenza e soddisfazione di vita dei dipendenti, il coinvolgimento e il dialogo con i clienti.
Nel 2024, le imprese coesive rappresentavano il 44% delle imprese manifatturiere italiane, una quota in crescita dell’1% rispetto al 2023.
Ancora più significativo è l’aumento del numero medio di relazioni instaurate con soggetti del territorio, passate da 1,9 a 2,8 nel corso dello stesso periodo, a comprova di una sempre maggiore complessità delle relazioni strette dalle imprese con i principali attori del territorio in cui si trovano ad operare.
Emerge dal rapporto ‘Coesione è competizione’ di Fondazione Symbola.
Un ecosistema sempre più aperto e interdipendente
Si conferma la consuetudine da parte delle imprese coesive a stabilire legami con i lavoratori. Crescono le collaborazioni con tutti gli stakeholder considerati, dalle altre imprese alle associazioni di categoria, dalle banche agli enti non profit, dalle istituzioni locali ai clienti, delineando un ecosistema sempre più aperto e interdipendente. Con un’unica eccezione data da una minore relazionalità del mondo imprenditoriale con quello scolastico/accademico.
Sette imprese coesive su dieci hanno investito in sostenibilità ambientale negli ultimi tre anni e più di otto su dieci lo hanno fatto in tecnologie digitali 4.0. Inoltre, più del 60% delle imprese coesive ha investito in attività di ricerca e sviluppo.
Un formidabile fattore produttivo
Questa apertura all’innovazione emerge con maggiore vigore nei territori che possono essere considerati più ‘coesivi’.
Si tratta di territori caratterizzati da un più elevato livello di ricchezza prodotta, una maggiore generatività del tessuto imprenditoriale, oltre a un più intenso benessere espresso in termini di soddisfazione dei cittadini per la propria vita, di partecipazione alla vita civica, politica e culturale, nonché di impegno nei confronti della crisi climatica.
“La coesione è un formidabile fattore produttivo – dichiara Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola – in particolare in Italia. L’incrocio tra imprese, comunità, territori, innovazione e bellezza è fondamentale per la nostra economia e per il Made in Italy”.
“L’Italia può essere protagonista della sostenibilità se si sente parte di una sfida comune”
“L’Unione Europea ha indirizzato le risorse del Next Generation EU e anche del Recovery Fund per rilanciare l’economia su coesione/inclusione, transizione verde e digitale con l’obiettivo di azzerare le emissioni nette di CO2 entro il 2050. L’Italia può essere protagonista della sostenibilità se si sente parte di una sfida comune – aggiunge Realacci -. Perché, come afferma il Manifesto di Assisi, ‘affrontare con coraggio la crisi climatica non è solo necessario ma rappresenta una grande occasione per rendere la nostra economia e la nostra società più a misura d’uomo e per questo più capaci di futuro”.