Tasse in Italia: a quanto ammontano quelle “invisibili”? 

In Italia, la stragrande maggioranza delle tasse e dei contributi che le famiglie dei lavoratori dipendenti versano allo Stato viene trattenuta direttamente dalla busta paga o nascosta nel prezzo di beni e servizi.

Questo significa che, nella maggior parte dei casi, non ci accorgiamo nemmeno di pagare queste imposte perché vengono scalate “alla fonte”. Solo in una piccola parte dei casi, meno del 10%, il pagamento viene effettuato in modo diretto, come un bonifico o un versamento allo sportello.

Una famiglia tipo versa oltre 20 mila euro ogni anno

Secondo uno studio dell’Ufficio studi della CGIA, nel 2024 una famiglia italiana con due lavoratori dipendenti e un figlio sostiene un carico fiscale complessivo che supera i 20 mila euro all’anno. Di questa cifra, circa il 62% (12.500 euro) viene tolto direttamente dalla busta paga tramite tasse come Irpef, contributi previdenziali e addizionali.

A queste si sommano le cosiddette tasse “invisibili”, come l’Iva sugli acquisti, accise, il canone Rai e altre imposte legate ai servizi, che pesano per un ulteriore 35% (oltre 7 mila euro). In totale, quasi tutta la somma – quasi 20 mila euro – viene prelevata senza che la famiglia debba tirarla fuori fisicamente. Solo una piccola parte, circa 640 euro, viene versata in modo diretto, ad esempio per bollo auto o Tari.

Dipendenti e autonomi: due modi diversi di “sentire” le tasse

La CGIA evidenzia come i lavoratori autonomi tendano a percepire maggiormente il peso delle tasse, perché spesso devono pagare direttamente e consapevolmente imposte e contributi.

Al contrario, i lavoratori dipendenti “subiscono” il prelievo già detratto in busta paga, il che rende meno fastidioso il pagamento. Quando il versamento richiede un’azione diretta, come un bonifico o una visita allo sportello, la percezione del costo fiscale diventa più concreta e “pesante”.

L’evasione non riguarda solo i lavoratori autonomi

Sebbene l’evasione fiscale sia spesso associata ai lavoratori autonomi, va sottolineato che l’Irpef, pur essendo la principale fonte di entrate per lo Stato, rappresenta solo circa il 30% del gettito fiscale totale. Il restante 70% deriva da altre imposte, che possono essere evase da tutti, senza distinzione di categoria.

Quanti italiani pagano l’Irpef?

In Italia ci sono circa 42,5 milioni di contribuenti Irpef: 23,8 milioni sono lavoratori dipendenti, 14,5 milioni pensionati, 1,6 milioni autonomi e altri 1,6 milioni percepiscono redditi da altre fonti come affitti o investimenti. Le città con più contribuenti sono Roma (quasi 3 milioni), Milano (2,5 milioni) e Torino (1,6 milioni).

La pressione fiscale italiana resta tra le più alte d’Europa

Nel 2024 l’Italia si colloca al sesto posto in Europa per pressione fiscale, con un’incidenza sul Pil del 42,6%. Solo Francia, Danimarca, Belgio, Austria e Lussemburgo superano questo livello.

Paesi come Germania (40,8%), Spagna (37,2%) e la media europea (40,4%) hanno un carico fiscale più basso, confermando che in Italia la pressione sulle famiglie e le imprese è tra le più elevate del continente.